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Utah
Partiamo molto presto da Caen per la prima spiaggia da
visitare: Utah beach.
Lasciata la superstrada in prossimità di Sainte Mere Elise dirigendoci verso la
costa il paesaggio comincia ad essere “familiare” con le strette strade di
campagne, in alcuni punti costeggiate da argini di terra ricoperti di alberi,
radici e cespugli, gli stessi che i soldati americani hanno incontrato e che
hanno reso particolarmente ardui i combattimenti.

Utah beach
Prima di visitare il museo e la spiaggia facciamo colazione al Cafe Roosevelt.
Il posto mi era già noto ed è un sito storico del D-Day. Le pareti del locale
recano le firme dei veterani che tornano a visitare i luoghi dello sbarco.
Purtroppo l’esperienza è stata pessima, non so se i gestori si fossero
svegliati male ma l’atmosfera che si dovrebbe trovare in un tale contesto
proprio non c’era.
Un primo livello di dune sembra sia stato conservato, anche se immagino il sito
sia molto diverso rispetto a 60 anni fa. La spiaggia mantiene però la sua
caratteristica originale, ossia la lunghezza dalla battigia alle dune. La
giornata è soleggiata e ci sono pochissime altre persone oltre a noi. Difficile
riuscire a raccontare le sensazioni che ho provato, quando ho attraversato un
varco nelle dune e ho visto per la prima volta una spiaggia degli sbarchi.
Il museo è posto sulla linea di dune a ridosso della spiaggia, una costruzione
discreta e ben inserita nel paesaggio. Si è rivelato uno dei migliori musei che
abbiamo visitato, con ampie vetrate da cui si vede la spiaggia e che illuminano
naturalmente i padiglioni.
Ste Mere Elise
Arriviamo a Sainte Mere Elise dopo avere lasciato Utah beach.
Il piccolo villaggio è addobbato con i colori delle bandiere dei liberatori.
Parcheggiamo nello spiazzo della chiesa, uno dei punti più famosi grazie
all’episodio dell’arrivo dei paracadutisti, raccontato nel film “Il giorno più
lungo”. Visitiamo la chiesa ed il museo, affollatissimo, piccolo ma
interessante.

Pointe Du Hoc
Pointe du Hoc
A metà tra le spiagge di Utah e Omaha, Pointe du Hoc è un sito storico
conservato con cura e rispetto.
Il pesante bombardamento aereo e navale diretto sulle fortificazioni tedesche
conferisce oggi un aspetto lunare alla superficie della scogliera. Le buche
sono tenute sgombre da erba e piante ed entrandoci ci si rende conto della
reale potenza degli ordigini esplosivi usati in guerra.
La estremità della scogliera, franata durante i bombardamenti e che i Rangers
americani usarono per risalire e conquistare le posizioni nemiche, è
momentaneamente chiusa ma la vista dai punti di osservazione è estremamente
evocativa.
Cimitero di Colleville
Colleville
La visita al cimitero di Colleville e ad Omaha è stato il
punto più importante e sentito del viaggio in Normandia. Troviamo molti più
visitatori di quanti me ne aspettavo, molte comitive di anziani, forse qualche
veterano.
L’impatto con i lunghi prati, perfettamente mantenuti, ricoperti di croci e
stelle di David bianche è fortissimo. Due grandi bandiere stars and stripes
svettano su alti pennoni e si fanno cullare dalla brezza marina. La visita
comincia leggendo i nomi dei dispersi ed iniziamo ad inoltrarci nei prati. Ho
passato quasi due ore a girare tra le linee di tombe perfettamente allineate,
leggendo i nomi di questi soldati, la data ed il luogo in cui sono deceduti.
Alla fine torno al padiglione principale, dove mia moglie Silvia mi ha
pazientemente atteso. “Li hai ringraziati tutti?” mi chiede. Questa rappresenta
la migliore descrizione possibile delle mie sensazioni in questa visita, più
qualsiasi altra cosa che potrei cercare di raccontare.

Omaha beach
Omaha beach
Come Utah ha parzialmente mantenuto la sua natura di spiaggia piatta e lunga,
Omaha ha conservato gli elementi naturali che l’hanno resa nota come “Bloody
Omaha”.
Omaha è una spiaggia poco profonda posta alla base di una serie di alte dune che
degradano rapidamente, interrotte da alcuni varchi di accesso. Dalla sommità di
queste dune, ad esempio da dove si trova il cimitero di Colleville, si capisce
subito quanto sfavorevole fosse il terreno per chiunque giungesse dal mare.
La pendenza è tale da dare ampio raggio visivo al difensore posto in posizione
elevata senza offrire all’attaccante valide opportunità di riparo. In pratica
ogni centimetro di spiaggia poteva essere osservato e colpito. È sorprendente
che, nonostante tutto, qualcuno sia sopravvissuto a quell’esperienza infernale
e sia riuscito a risalire i varchi d’accesso verso l’interno, per continuare a
combattere.
Oggi Omaha beach è in parte protetta come parco naturale e gli insediamenti sono
limitati. Il cimitero di Colleville è situato sul pianoro alla sommità delle
dune e si affaccia proprio sulla spiaggia.
Gold, Juno e Sword
A Longues sur Mer si trova l’unica batteria costiera tedesca
che conserva ancora oggi i propri cannoni. Dal bunker di direzione del tiro si
gode di una vista meravigliosa sul mare e ad est si scorgono alcuni cassoni del
ponte artificiale Mulberry di Arromanches.
L’eccellente stato di conservazione delle postazioni fornisce una dimostrazione
della potenza e della sofisticazione del sistema fortificato del Vallo
Atlantico.

Juno beach
Arromanches è un piccolo paese adagiato in una lieve depressione nella
scogliera. Qui è ancora chiaramente visibile il porto artificiale Mulberry,
ideato e fortemente voluto da Churchill. È un opera imponente e,
indipendentemente dalle possibili critiche, è un prodigio dell’inventiva e
precisione britannica.
Ad Arromanches si trova Arromanches 360, un cinema a 360° dove un film viene
proiettato su 9 schermi circolari. Il filmato è particolarmente toccante e ci
siamo tornati due volte, ne valeva proprio la pena.
A differenza del settore americano, più selvaggio e quindi oggi meglio
conservato, il settore britannico e canadese era allora e lo è ancora oggi una
meta turistica. Da un lato può sembrare una stonatura che famigliole giochino a
calcio su un suolo che si può considerare sacro, ma la vita deve proseguire. In
fondo lo scopo ultimo dell’invasione in Normandia era proprio quello di
ristabilire le condizioni per cui i cittadini d’Europa potessero riprendere una
vita normale e libera.
Il monumento canadese a Juno è discreto e, poco lontano, una croce di Lorena
svetta imponente, attorniata da bandiere francesi. È il monumento dedicato alle
forze francesi che parteciparono all’invasione, avendo la possibilità di
liberare il proprio paese.
A Ouistreham è difficile trovare segni evidenti che ricordino quei giorni. La
località, con il suo casinò, era meta turistica già allora.

Pegasus Bridge
Pegasus Bridge
Anche se il ponte originale è stato rimosso, spostato nell’area del museo
e sostituito con un nuovo ponte più grande, il luogo è sorprendentemente simile
alle foto e ad i filmati dell’epoca.
Oltre ai film molti videogiochi hanno raccontato questa operazione e
rappresentato il luogo nei minimi particolari.
Guardando le vie lungo il canale e gli angoli di alcuni edifici mi sarei quasi
aspettato di vedere comparire dei soldati tedeschi pronti a riconquistare il
primo ponte liberato dalle forze aerotrasportate britanniche.
Il museo è ben organizzato, dedicando molta attenzione ai particolari ed è
presente la cornamusa originale suonata dal contingente di rinforzo giunto la
mattina del 6, episodio raccontato dal film "Il giorno più lungo". È stato
recentemente realizzata la riproduzione di un aliante Horsa.
Caen
A Caen, nostra base di partenza per esplorare la Normandia,
si trova il museo più grande e visitato della regione. È un museo dedicato
alla pace ed oltre a padiglioni dedicati agli eventi del 1944 ha ampie sezioni
dedicate alla guerra fredda e ai processi di pace.
Falaise, Warbirds 2004
Il periodo del viaggio è stato fatto coincidere con questa
manifestazione aerea, svoltasi a Falaise. Hanno partecipato numerosi velivoli,
tra cui uno splendido B-17 e un elegante P-51, la cadillac dei cieli. Inoltre
Spitfires, P-40, P-47, B-25 hanno partecipato ad un’intensa giornata di
dimostrazioni. Una giornata passata con il naso all’insù in un’area a bordo
pista infestata da grilli. Una delle considerazioni derivate da questo evento è
che ho bisogno di una macchina fotografica più potente.
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