Ho sempre vissuto a Cornuda, in provincia di Treviso, in via 30 aprile 1945,
una strada così chiamata per onorare il giorno dell’arrivo degli Alleati e la
Liberazione del paese dai nazifascisti, avvenuta appunto il 30 aprile 1945.
Le fotografie dei carri Sherman e dei GI che avanzano lungo le vie del paese,
viste tante volte, hanno sempre sollecitato in me un grande interesse verso la
storia della seconda guerra mondiale.
Alcuni anni fa ho iniziato a ricercare informazioni su quei giorni, in
particolare riguardanti le truppe americane di liberazione. Tra informazioni
ricevute dall’Esercito americano e qualche ricerca su Internet (la rete non era
ancora così vasta allora) di Cornuda c’erano poche tracce. Nell’ultimo anno,
dopo avere realizzato
un sito dedicato ad un epico evento della Seconda Guerra Mondiale, il
D-Day , ho deciso di cercare più a fondo, poiché volevo raccontare
anche gli eventi riguardanti Cornuda da un punto di vista meno consueto,
cioè quello dei testimoni appartenenti alle truppe americane giunte nel paese.
Dopo una lunga ricerca, l’acquisto negli U.S.A. di libri fuori stampa di
seconda mano o vinti all’asta, ed il prezioso e decisivo aiuto di alcuni
americani appassionati di storia, ho trovato ciò che cercavo.

prigionieri tedeschi scortati da soldati americani e partigiani
Gli eventi accaduti a Cornuda più di 60 anni fa sono raccontati da
molte fonti: rapporti, resoconti e storie ufficiali di unità, memorie di un
alto ufficiale e di un medico. Tutte ricordano Cornuda e la segnalano quale uno
degli ultimi scontri sanguinosi combattuti in Italia durante la Seconda Guerra
Mondiale.
Quando osservo le foto dei soldati americani seduti sui carri che avanzano
guardinghi lungo le vie, ho la prova di un dono per il quale la gratitudine non
sarà mai sufficiente, se penso che in quel periodo mio nonno era stato
internato in Germania e mia nonna era una delle tante giovani madri
terrorizzate dalla guerra scatenata dalla irresponsabilità criminale dei
nazifascisti.
Cittadini americani che fino a qualche mese, o anno prima si chiedevano che
professione intraprendere o che università frequentare, che pensavano a
risparmiare per i propri figli o programmavano in qualche modo il loro futuro,
furono catapultati in una guerra che né loro, né il loro paese, aveva provocato
o desiderato. Molti di quei giovani probabilmente non erano mai usciti dai
confini nazionali, magari nemmeno dallo stato o dalla contea, ma intrapresero
il viaggio più lungo della loro vita, arrivando a combattere fin per le vie di
un piccolo paese del nord est d’Italia, per estirpare il più ignobile ordine
politico e militare che abbia mai soggiogato l’Europa e per far sì che mai
nulla di simile potesse ricomparire in futuro. Nel loro cammino ebbero il
sostegno di tante altre persone che in vario modo avevano scelto di
rifiutare la dittatura.
Per raccontare questi avvenimenti storici ho creato diverse sezioni. In
Campagna d'Italia sono descritte le motivazioni strategiche che
condussero gli Alleati ad intraprendere la guerra in Italia, mentre
Il lungo cammino descrive l'evolversi dell'avanzata Alleata.
Da Verona a Cornuda sono raccontate in dettaglio le operazioni militari
di alcune delle più importanti divisioni Alleate destinate a liberare il
nord-est d'Italia, dai giorni dell'attraversamento del fiume Po fino al termine
della guerra.
In La presa di Cornuda sono
raccontati gli scontri verificatisi a Cornuda durante il pomeriggio del 30
aprile 1945 e la notte successiva. Il filmato originale ripreso durante
gli scontri è disponibile nella sezione Combat
film. In Fotografie sono
raccolte le fotografie dell'epoca, messe a confronto con la realtà di oggi.
I Liberatori racconta la storia
delle unità Alleate che parteciparono alla liberazione di Cornuda. In
questa pagina sono elencati i testi e le fonti di informazione
consultati, oltre ai ringraziamenti per
coloro che mi hanno aiutato.
La sezione La Ricerca Storica racconta come è stata
condotta la ricerca alla base di questo sito.
Con questo sito voglio ricordare ed onorare i soldati Alleati ed i partigiani
che combatterono per la libertà di tutti. In particolare la 88ma divisione
“Blue Devils”, il 752° battaglione carri ed l'805° battaglione
cacciacarri.
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Davide Bedin
davide@bedin.it