Operazione Cobra

Operazione Cobra

Alla fine di luglio la penisola del Cotentin è occupata dalla 1ma Armata US comandata dal generale Bradley e il porto di Cherbourg, nonostante i danni subiti, è un obiettivo molto importante raggiunto dagli Alleati.
La conquista di Caen è stata estremamente costosa in termini di perdite di vite umane e mezzi (buona parte dei mezzi corazzati sono stati perduti) e di tempo. I due mesi impiegati dai corpi d’armata britannici e canadesi per raggiungere l’obiettivo hanno permesso al nemico di fare affluire ingenti rinforzi in quel settore e rendere ancora più difficile la conquista della città e dei dintorni.

Se c’è un elemento positivo in questa situazione è che la tenacia dimostrata a Caen ha rafforzato ancora di più la convinzione del comando tedesco che per gli Alleati sia questo il settore più importante dell’intero teatro. Di conseguenza la maggior parte delle forze tedesche, specialmente corazzate, sono qui concentrare per contenere l’avanzata Alleata. Al settore più ad est, quello di competenza americana, i tedeschi assegnano minori rinforzi, nonostante qui si sia verificata la più profonda avanzata nelle settimane precedenti.

L’operazione “Cobra” vuole approfittare di questa situazione. Una rapida avanzata verso sud, accompagnata da un significativo supporto dall’aria, potrebbe rompere le difese tedesche e consentire alle ingenti forze americane (4 corpi d’armata) di giungere su terreni aperti dove approfittare delle capacità di manovra delle forze corazzate e meccanizzate, lasciando le insidie dei filari e bocage normanni. L’intenzione è di raggiungere Avranches, la porta per la Bretagna e la Francia centrale.
Le condizioni geografiche favoriscono questo piano, perchè impiega la propria energia nell’avanzata principale e nella protezione del solo fianco orientale, mentre quello occidentale è naturalmente protetto dal mare. Ciò riduce di molto le possibilità nemiche di aggirare e chiudere il saliente con un contrattacco, perchè potrebbe giungere solo da un lato e quindi, oltre ad essere prevedibile, incontrerebbe maggiore resistenza. Se invece di puntare verso Avranches a sud la direttrice fosse stata spostata verso est, ad esempio verso Vire, i tedeschi avrebbero avuto maggiori possibilità di organizzare un efficace contrattacco.

Il VII Corpo US guidato dal generale Collins, che ha conquistato la penisola del Cotentin e Cherbourg, ha l’incarico di guidare l’avanzata nel settore centrale, imprimendo la maggiore pressione possibile sul fronte nemico per spezzarlo e fluire nelle retrovie.
L’operazione, fissata per il 24 luglio, viene preceduta da un vasto bombardamento a tappeto sulle unità tedesche dislocate lungo la direttrice di attacco. Alcune unità americane sulla linea del fronte vengono erroneamente colpite dal bombardamento iniziale, ad ulteriore dimostrazione delle difficoltà di cooperazione tra l’esercito e l’aviazione quando è previsto l’uso di bombardieri strategici (similmente a quanto è accaduto ad Omaha durante il D-Day), per cui l’operazione è posticipata al giorno seguente.

Anche il 25 luglio il bombardamento causa delle vittime tra gli Alleati e sconquassa per 3 ore le unità tedesche. La zona viene bombardata tanto pesantemente che le macerie ed i crateri rallentano l’avanzata alleata. Viene aperto un varco tra Mantigny e St.Gilles attraverso cui il VII Corpo penetra sempre più in profondità.

Operazione Liegi

L’operazione Cobra ha avuto successo e, mentre l’VIII Corpo US inonda la Bretagna con le proprie colonne corazzate, per il resto delle forze Alleate è necessario riorganizzarsi e stabilizzare il fronte, di conseguenza diminuisce l’impeto dell’avanzata. L’esercito tedesco decide di approfittare di questo momento di relativa sosta per organizzare un contrattacco contro gli americani denominato operazione “Liegi”, con l’obiettivo di ricucire la breccia tra Avranches e la costa. A questo scopo si raccolgono ingenti forze corazzate anche dal settore di Caen, calmo da alcune settimane.
Il canto del cigno dell’esercito tedesco in Francia si compie il 7 agosto, quando 5 divisioni corazzate si dirigono su Mortain.

Gli Alleati riescono a conoscere in anticipo le intenzioni tedesche grazie all’intelligence e possono predisporsi alla difesa. Durante la notte ed il corso della giornata la disorganizzazione dell’avanzata tedesca fa perdere ogni vantaggio residuo e l’aviazione tattica Alleata, composta da caccia e cacciabombardieri, infligge gravi perdite rendendo ancora più difficile la coesione dell’operazione tedesca.

Il giorno 8 il II Corpo CA lancia l’operazione “Totalize” con obiettivo Falaise, proprio nel settore da cui i tedeschi hanno spostato alcune unità per comporre la forza di manovra dell’operazione “Liegi”. Solo la lentezza ed il disordine permettono ai tedeschi di reindirizzare delle unità che ancora non sono giunte nel settore di attività e possono contrastare l’avanzata dei canadesi. Nel frattempo anche dagli altri settori le unità Alleate passano al contrattacco approfittando dello stallo tedesco.

Inizia a crearsi la zona denominata “sacca di Falaise” dove 3 armate tedesche rischiano di restare intrappolate. Canadesi e britannici premono da nord, diversi corpi d’armata US incalzano le truppe tedesche da ovest verso est e il temuto generale Patton chiude la sacca, muovendo il XV Corpo US da sud dove, insieme agli altri corpi d’armata della III Armata US, aveva liberato gran parte della Bretagna. Il 14 agosto Argentan è in mano alle unità di Patton ma fino al 20 agosto non viene stabilito un collegamento con le unità canadesi e una parte delle unità tedesche riesce a fluire attraverso questo stretto varco.

Con questi episodi si conclude la battaglia di Normandia. Nonostante le difficoltà, i ritardi e le alte perdite, gli Alleati riescono in un’impresa epica di fronte ad un nemico forte e determinato.
La strada verso la libertà è ancora lunga e costeggiata di grandi sacrifici, ma senza questo successo null’altro sarebbe stato possibile.

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