Strategia

Perchè il D-Day fu necessario?
Quale era, nel 1944, la situazione strategica nel teatro Europeo?

La situazione strategica già da tempo aveva costretto la Germania sulla difensiva.
Come spesso accade nella storia, i tiranni e conquistatori sono vittime della loro stessa ingordigia ed il Reich di Hitler nel 1943 aveva conquistato più territori di quanti ne potesse realisticamente controllare. Considerando che gli Alleati possedevano il controllo del mare dall’inizio della guerra, è facile comprendere quanto fosse irrazionale pretendere di difendere un territorio così vasto e così esposto ad azioni anfibie.
Il punto di forza dell’intero apparato militare tedesco erano la mobilità e rapidità di dispiegamento, logiche che avevano determinato il successo della Guerra Lampo (Blitzkrieg) e avrebbero potuto consentire il controllo di un impero. Invece tutti gli sforzi materiali e le ricerche puntarono a mezzi più pesanti e corazzati ma più lenti e costosi come i carri Tiger, Panther, Elephant che davano l’illusione dell’invincibilità.
Hitler, dopo le rovinose disfatte della campagna di Russia, la resa di Stalingrado e la fallita offensiva di Kursk, sembrava cercare un rifugio nell’idea che le fortificazioni e una guerra di difesa potessero offrire una soluzione. Enormi e costose opere di fortificazione iniziarono in tutta Europa, specialmente nelle coste nord della Francia.
L’industria bellica inizia ad avere difficoltà di approvvigionamento delle materie prime. Lo sforzo bellico attivo su diversi fronti costrinse a maggiori compromessi nella qualità e quantità degli armamenti. Il carburante, uno dei beni primari, nel proseguimento della guerra assunse sempre maggiore importanza. Una delle maggiori fonti di approvvigionamento sul continente era la zona dei pozzi petroliferi di Ploesti in Romania, sempre più a portata delle forze Sovietiche e dei raid dei bombardieri Alleati.

“Chi vuole difendere tutto, non difende nulla”
Federico il Grande

L'estensione del Terzo Reich alle porte del D-Day

Per gli Alleati continui progressi vennero compiuti nel Nord Africa, liberato dalla presenza dell’Asse alla fine della primavera del 1943, e in Italia, con lo sbarco in Sicilia a luglio del 1943 (operazione “Husky”), che porterà in quasi un anno alla liberazione di Roma il 5 giugno 1944. Non esistono altri fronti aperti nel teatro Europeo e l’esigenza di impegnare maggiormente l’Asse portò alla approvazione dell’operazione Overlord in Normandia. Decisione che fu presa molto tempo prima.
La produzione industriale USA aveva raggiunto livelli inarrivabili per l’Asse ed era destinata ad aumentare ancora. I flussi di rifornimenti verso il Regno Unito e l’Unione Sovietica potevano ormai essere considerati sicuri e alimentavano il confronto. Lo sbarco in Normandia sarà anche un confronto tra diversi sistemi industriali, entrerà in gioco la quantità ed affidabilità di armi e materiali delle forze Alleate contro la qualità delle armi del Reich.

Per i Sovietici la Grande Guerra Patriottica aveva avuto costi umani e materiali spaventosi. La Russia fu l’unica potenza europea a sopportare la pressione continua dell’Asse per la maggior parte della durata del conflitto. Nel 1943 la situazione strategica migliorò, Stalingrado era caduta e Kursk aveva inferto un duro colpo alle armate dell’Asse portandole sulla difensiva ma l’Asse, per lo meno le forze tedesche, opponevano sempre una strenua difesa e non erano ancora sono sull’orlo del tracollo, nonostante le perdite.
Stalin nel corso degli anni chiede con sempre maggiore insistenza che venisse aperto un nuovo fronte in Europa e per gli Alleati diventò sempre più vivo il timore che se non fossero stati capaci di dare una risposta adeguata alle necessità strategiche di Stalin , l’Unione Sovietica sarebbe stata costretta a trovare un compromesso politico con l’Asse. Questo scenario è plausibile considerato che l’Unione Sovietica e la Germania avevano già stretto vantaggiosi accordi diplomatici bilaterali come il trattato Ribbentrop Molotov del 1939, che aveva portato alla spartizione della Polonia. É uno scenario suggestivo anche perchè ipotizza che si sarebbe verificato quanto successo nella 1ma Guerra Mondiale, quando nel 1918 la Russia firmò unilateralmente la pace e le truppe tedesche si riversarono sul fronte occidentale.

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